Dai buchi neri all’adroterapia

Catalina Curceanu
Dai buchi neri all'adroterapia

Sinossi
Tutto quello che avreste voluto sapere sulla fisica moderna ma non avevate nessuno a cui chiederlo! Questo libro vi conduce in un viaggio affascinante attraverso i misteri della fisica moderna e delle sue tantissime ricadute nella società, presentando anche le ricerche attualissime, le strade che si aprono davanti a noi: a volte ampi viali illuminati a giorno, altre volte sentieri appena accennati. Dove ci porteranno? La grande forza della scienza, nonché il suo motore, è la curiosità che ci ha spinto a guardare in alto, in profondità ma anche dentro noi stessi. Indagando abbiamo trovato veri tesori. La fisica ci spiega cosa succede nell’atomo ma anche nell’Universo, un mondo che va dal miliardesimo di miliardesimo di metro a una decina di miliardi di anni luce! Abbiamo una spiegazione razionale non soltanto a domande del tipo “Di cosa è fatto il mondo?”, ma anche a domande molto più difficili: “Come è nato l’Universo e come potrebbe evolversi?”. La fisica fondamentale ha anche enormi ricadute nella vita di tutti i giorni: dall’indagine sul patrimonio artistico alla terapia del tumore, dallo svelare gli enigmi della storia a scoprire i criminali. Il libro inizia con una presentazione della fisica moderna e dei suoi pilastri. Una seconda parte è dedicata alle ricadute della fisica moderna nella nostra società. Nell’ultima parte del libro si parla di misteri e di futuro. La fisica ha risposto a molte domande ma ne ha sollevate altrettante, se non di più.

Commento
“Sembra che lavorare su un’equazione per il raggiungimento di una bellezza e di un’armonia porti a un sicuro progresso.”
Con queste parole, citate da Catalina Curceanu nel suo libro, si espresse P.A.M. Dirac dopo che Carl D. Anderson ebbe scoperto il positrone nel 1932, confermando le previsioni di Dirac, del tutto teoriche quanto inaspettate, sulla possibile esistenza dell’antimateria.
Nei primi trent’anni del secolo scorso la fisica fu “sconvolta” (per usare le parole di G. Gamow) dall’elaborazione di due nuove teorie che costituivano un cambio di paradigma rispetto alla concezione del mondo della fisica classica: 1) la Teoria della Relatività (speciale e generale), ad opera di Einstein; 2) la Meccanica Quantistica, per opera di un nutrito gruppo di fisici geniali tra cui Born, Heisenberg, Pauli, Schroedinger, Dirac.
Non so se qualcuno tra loro si sia mai chiesto “come usare” tali teorie per scopi pratici; probabilmente no, spinti solo dal desiderio di trovare una spiegazione a fenomeni che la fisica classica non riusciva più a spiegare e, in ultima analisi, a cercare di capire meglio come funziona la natura.
Perchè, secondo Curceanu, “La scienza ha un fascino incredibile: la scienza è curiosità manifesta, è passione, logica e anche amore. Fare scienza, fare ricerca ha un valore intrinseco, profondamente umano. Ma fare scienza, investire nella ricerca, è anche una necessità: se vogliamo progredire come società, non possiamo far altro che «ricercare».”
La ricerca di cui parla Curceanu nel suo libro non è la ricerca applicata, quella finalizzata ad usi pratici delle conoscenze scientifiche, bensì la ricerca di base (o fondamentale) ovvero “un’attività sperimentale o teorica avente come scopo l’ampliamento delle conoscenze, di cui non si prevede una specifica applicazione o utilizzazione” (cit. Treccani online). La storia ha comunque dimostrato che “La ricerca ha sempre avuto ricadute notevoli: anche le teorie più esotiche ai loro tempi si sono dimostrate incubatrici di nuove tecnologie.”
E’ questo uno degli obiettivi del libro di Curceanu: raccontare, con linguaggio semplice ma coinvolgente, come anche da quelle due teorie “esotiche ai loro tempi” siano scaturite svariate applicazioni tecnologiche che condizionano quotidianamente la nostra vita e la nostra salute.
Il libro si divide in the parti.
La prima descrive, in modo molto discorsivo e accessibile a tutti, “le conquiste” della fisica moderna: Relatività, Quantistica, Astrofisica, Acceleratori di particelle, ecc…
Senza troppi dettagli tecnici o “per specialisti”, ma il minimo indispensabile per capire e apprezzare le due parti seguenti. Niente formule, con l’unica eccezione della famosa E=mc^2, che ormai vediamo anche su muri, magliette e gadget vari.
La seconda parte racconta “le ricadute” tecnologiche di quelle conquiste; quante e quali applicazioni pratiche sono scaturite dalle due principali teorie della fisica moderna, e molte di queste hanno a che fare con la nostra salute.
Dopo le tante risposte delle prime due parti, la terza raccoglie molte delle domande ancora aperte, quelle per cui migliaia di scienziati lavorano oggi con lo stesso spirito e lo stesso obiettivo di sempre: capire come è fatto il mondo, a qualsiasi scala.
La ricerca in fisica e in astrofisica richiede oggi laboratori sempre più grandi e più sofisticati, o missioni spaziali sempre più complesse. E’ la “Big Science”, quella che (sempre da Treccani online) “…richiede finanziamenti notevoli e distribuiti su lunghi archi di tempo, gruppi numerosi e coordinati di scienziati e tecnici, grandi laboratori dotati di apparecchiature spesso costruite appositamente per il progetto.” E spesso i soldi “spesi” (io preferisco dire “investiti”) per tali progetti sono oggetto di feroci critiche.
L’autrice, però, ricorda giustamente e con parole forti che “La scienza ci ha portati veramente lontano, ma la strada è ancora lunga! In situazioni di crisi, come quella che viviamo adesso nel mondo, la tentazione è di ridurre drasticamente i fondi per la scuola, per l’Università e la ricerca. E’ un suicidio a sangue freddo, una morte assistita. Eutanasia di una creatura sana e piena di energia e di voglia di vivere. Una pazzia. Così facendo togliamo la capacità di ragionare per le future generazioni, la capacità di produrre idee e anche ricchezza.”
Senza contare, sempre secondo Curceanu, che “la ricerca ha anche un’altra ricaduta, forse la più importante di tutte: forma le menti, aiuta e insegna a pensare. La scienza non ha limiti, né nazionalità, non ha barriere e non teme l’ignoto. La scienza parla sempre con il bambino che è in noi, che si meraviglia e prova a scoprire.”
Magari se ne dovrebbero ricordare i ministri per l’istruzione prima di varare stravaganti riforme della scuola (mi viene in mente la famosa riforma Moratti delle 3i: Inglese-Informatica-Impresa, tutta tesa a sfornare business-men).
A volte l’ironia (quella intelligente) aiuta a far capire, anche ridendo, l’assurdità di certe posizioni sulle presunte priorità di spesa. Il divertente monologo nel link che segue (https://youtu.be/2dwlN91OBzg) è stato fatto in risposta alle recenti critiche sulla missione marziana di Perseverance, ma il concetto e il messaggio rimangono validi per qualsiasi grande progetto di ricerca fondamentale, in qualsiasi campo.
Ps: tutti i virgolettati sono tratti dal libro, con eccezione delle due definizioni Treccani.
Creative Commons License
Except where otherwise noted, Nonsoloformule by Vito Biasi is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International License.
aaa